La linea ed il cerchio – Parte 1

ovvero “La maschera e lo specchio” (*)

di Mario Fanfani aprile 2015

Eroi biblici ed eroi classici

Abramo, riconosciuto fondatore delle tre grandi religioni monoteiste, prototipo dell’eroe biblico, abbandonò tutto ciò che possedeva ad Ur, nell’odierno Iraq, per mettersi in viaggio verso una terra che non conosceva, che solo più tardi saprà essere la terra di Canaan, basandosi soltanto sulla promessa fattagli dalla voce del suo Dio. Abramo era un uomo comune, senza particolari meriti o qualità a parte la fede in Dio. Sullo sfondo il fallimento umano di Babele e la scelta di Dio di un uomo qualsiasi per fondare il popolo eletto, un uomo che si mette al servizio “di tutte le famiglie della terra”. Egli parte per il viaggio con la moglie ed il nipote, il suo bestiame e tutte le persone che dipendevano da loro, cioè con coloro che fonderanno il clan che diverrà un giorno Israele.

Ulisse, eroe Omerico, parte dalla sua Utica per raggiungere Troia e combattere ivi una lunghissima guerra, vinta infine grazie alla sua padronanza dell’arte della “Metis, ovvero la tradizione greca del culto dell’astuzia, dell’audacia e dell’abilità”, qualità legate alla parte destra ed “analogica” del cervello ovvero all’intuito ed alla creatività. Egli è un re e risponde alla chiamata di un re più grande di lui che lo comanda sulla base di un legame terreno. La finalità è la guerra, giustificata dalla vendetta ma motivata dalla sete di conquista, cioè di potere e di controllo. Egli parte con soldati e marinai, sulle sue navi vi sono armi, non armenti. Lo scopo personale di Ulisse non sarà altro che ritornare, dopo un lungo ed epico viaggo, alla sua isola, alla sua famiglia.

La retta, la circonferenza ed il punto

Si tratta evidentemente di due epopee agli antipodi, di due modi opposti di concepire il viaggio, di due modi diversi di concepire l’eroe, il mondo ed il tempo.

Siamo di fronte ad un modello lineare nel caso di Abramo e ad uno circolare nel caso di Odisseo.

Qual’è la differenza fra una retta ed una circonferenza? Si può dire che la differenza stia nella dimensione, in quanto una retta altro non è se non una circonferenza di raggio infinito.

Chi parta per un viaggio idealmente descritto da una retta, non solo non sa dove si stia recando, ma in realtà non vi arriverà mai. Il senso di tale viaggio è il viaggio stesso. La meta è solo ideale. L’eroe è al servizio della sua meta, la promessa di Dio, che egli vede come altro da sè, in un rapporto io-Tu, una proiezione dal conosciuto sè sul non conoscibile altro da sè.

Chi invece lasci un luogo per un viaggio che sia isomorfo ad un cerchio, che lo sappia o meno, che ci impeghi molto tempo o poco, alla fine tornerà al punto di partenza. La meta è in sè stessi. La freccia è anche il bersaglio. La promessa iniziale è in questo caso a sè stessi, “tornerò ad Itaca”. Il rapporto è io-sè, una riflessione che porterà l’eroe a tornare profondamente cambiato ed a scoprire il divino presente in sè stesso. Come scrisse Novalis: “Dove siete diretti o viandanti? Sempre a casa”.

Il lineare è la scoperta del mondo sulla base della promessa di Dio, il circolare è la scoperta di sè sulle tracce di Dio in sè stessi.

Sono due modi diversi di usare il concetto di Dio.

Sono le due maniere emblematiche in cui l’uomo conosce sè stesso e l’altro da sè ovvero, in ultima analisi, comunque sè stesso.

Quando il tempo finisce, quando il raggio diventa nullo, la retta-cerchio si trasforma in un punto e rimane solo “Io”.

Lineare contro circolare e circolare contro lineare (**)

Il rapporto tra il movimento circolare ed il movimento rettilineo possiede una grande importanza anche nelle arti marziali ma va al di là di questo, tanto da diventare emblematico di una delle modalità principali con cui gli esseri umani risolvono i problemi, uno dei metodi euristici fondamentali che Giorgio Nardone definisce “stratagemmi” nel suo libro “Cavalcare la propria Tigre”.

–  Continua (…)

*) Gioco di parole tra “Le maschere di Dio” (J. Campbell) e “L’altra faccia dello specchio” (K. Lorenz)

Vedi anche Enciclopedia Treccani: Joseph Campbell

Vedi anche Enciclopedia Treccani: Konrad Z. Lorenz

**) Giorgio Nardone, Cavalcare la propria Tigre

Vedi anche Ponte alle Grazie: “Cavalcare la Propria Tigre”

 

Copyright Human Changing Strategies 2015 

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